venerdì 12 agosto 2016
tutti al mare!!!!!!
Tutti al mare!!!!!!. Ma pensate come sarebbe bello passare le vacanze a casa., la città semivuota, scopri quanto sia bella la piazza, i borghi, i palazzi del centro storico, andare in macchina magari a trenta all'ora, non devi pensare ai ladri, agli antifurto , a staccare il telefono , lasciare luci accese, raccomandarsi alla vicina., ( che tra l'altro l'hai ignorata per tutto l'anno ), piegarsi fino alle ginocchia e chiederle se, ogni tanto può dare una occhiata alla casa e innaffiare le piante. C'è poi da sistemare il gatto, i cattivi in genere, dicono che se gli lasci fuori casa un kilo di crocchette e una vasca d'acqua, per quindici giorni il gatto è a posto... mah... cè anche il cane, un meraviglioso maremmano, ( ecco ,il cane,) l'unico vero problema, dove lo sistemiamo ? ci informiamo su qualche ostello , ma sono cari come il chinino e allora? sentiamo l'hotel se lo accettano, "si signori, puo' essere ospitato ma fuori nel cortile attiguo ( non se ne parla neanche ) e costa quanto una camera doppia e allora si opta per una casa famiglia, dove ci auguriamo, sia come pubblicizzata su internet. Comunque problemi a parte, non si rinuncia alle vacanze e finalmente si parte, macchina piena murata, lenzuola cuscini una coperta, ( 15 agosto )non si sa mai, pentole, sughi, pasta, carne, asciugamani, valige personali e poi ci sono i tre bambini con una tonnellata di giocattoli e tutto il resto. dopo 5, 6 ore di viaggio, arrivi nella località di mare tanto agognata , suoni alla porta d'ingresso , ma la padrona di casa, dicono, "è appena uscita per spese ", dopo che hai tirato qualche accidente, perchè c'è caldo, sei stanco i bambini piangono, hanno fame, uno dorme e ha fatto i suoi bisogni, finalmente dopo un paio d'ore arriva la signora della pensione, donna con taglio di capelli corti alla Umberto di prima della guerra mondiale, peso incalcolabile, tanto era tanta, neanche si scusa , anzi. La casa non ha climatizzatore, la vista mare cè ma devi salire in un solaio morto e da una feritoia lo vedi il mare ma con il binocolo. la lavatrice funziona a giorni alterni , la lavastoviglie non lava bene. c'è un caldo che si muore, ci sono le zanzare, un baccano di bambini, macchine , traffico di turisti e il ciabattare dei clienti ospiti come noi. Cè un lungo momento di smarrimento e di consapevole nostalgia , vorremmo non essere mai partiti e rimpiangiamo la città e la nostra casa con il nostro invidiato terrazzo con tendone multicolore e l' anti zanzare elettrico, l'aria condizionata , la tele a colori , la connessione a internet, i bambini nella loro cameretta tranquilli , la lavatrice e la lavastoviglie che funzionano a meraviglia, e sopratutto il silenzio della citta' ma perchè a ferragosto tutti ci sacrifichiamo andando in vacanza. ...mah. ......
sabato 9 luglio 2016
calestano
Ho vissuto i miei primi dieci anni di matrimonio, in un bel paesino sulle colline parmensi, " Calestano". Calistan, negli anni sessanta settanta, era un paese di provincia con le tradizioni e i modi di dire dei vecchi di una volta, "a natale i cappelletti, a pasqua l'agnello, la messa della domenica e cosi' via. Abitata prevalentemente da persone semplici , operai, contadini , paesani , ma con il vanto di essere gente onesta . Poi c'erano, il dottore, il farmacista, il sindaco e il prete, queste erano le persone importanti, quelli che dovevi , quando le incontravi , dare del voi e toglierti il berretto. Calestano si trova a trenta chilometri da Parma ma quelli del posto, gli abitanti ,dicevano ,"mi son d' Calistan miga ed Perma" Il paese aveva una unica strada principale ed era il centro di tutto , potevi fare spesa, incontrare gli amici, fermarti al bar a bere qualcosa e chiacchierare con le amiche. Lungo questo corso c'erano diversi negozietti, mi ricordo di Giulio il barbiere che vendeva anche i giornali , il negozio era piccolo ma sempre pieno di gente che con la scusa ,magari, di farsi fare barba e capelli, leggevano gratis e discutevano i fatti del giorno. Di fronte a Giulio c'era un bel negozio, il più fornito del paese, era quello dell'Artemia, un piccolo supermercato , c'era di ogni ,dal salume alle ciabatte ai profumi e a mille altri articoli. l'Artemia sapeva tutto di tutti e se per caso passava qualcuno che non conosceva , chiedeva e si informava, "ma chi el col sior là, gal moiera? e se era una signora,"na dona csi eleganta e bela, avrala mari? era la più longeva del paese. Un mito per tutti. Percorrendo di qualche metro c'era, sulla destra un'altro negozio quello della signora Adriana e poi ancora piu avanti un altro ' dove mi ricordo il gestore era', un omino piccolo magro con la testina rotonda e pochi capelli , poi seppi che si era sposato. Di fronte c'era il fornaio , la proprietaria era una certa Iris , sfornava delle "veneziane" talmente buone che non c'erano paragoni con nessun altri, A sinistra del corso si trovava il bar centrale che faceva anche da centralino telefonico, la barista era una ragazza molto simpatica e carina, sposò poi un distinto signore venuto dalla città . La ferramenta era condotta da una ragazza, me la ricordo ch e pur essendo giovane vestiva molto modestamente , non sò se poi si fosse maritata . Alla fine del corso, c'era l 'asilo dei bimbi gestito da pie suore. Tipico dei paesi dare simpaticamente dei sopranomi alle persone che per un motivo o l 'altro erano presi di mira, ad esempio, Enrico al campaner, Ninì al maringon, Giorgio d' balo , la Pina e la Franca d 'la Netta ,( aveva ancora l'osteria dal molen, ) la Bruna d 'la Pavla, la Maria d'la ciado . Ma ricordo anche tante altre persone,diventate cari ricordi nel tempo . Le case di Calestano un tempo, erano tutte in sasso ma purtroppo con la modernità degli anni ottanta/ novanta sono state quasi interamente intonacate. Fortunatamente si è salvato un borgo bellissimo interamente in sasso , rimasto integro nella sua estetica storica, molto antico, con le case una accanto all'altra. dalla strada principale se ci fai caso ,scopri il borgo, e una volta imboccata la stradina , ti trovi immerso tra case e balconcini fioriti , piccole finestre con tendine bianche lavorate all'uncinetto o ricamate a mano. Le donne di Calestano, a Pasqua facevano gara per avere le case piu' splendenti e accoglienti , perche' doveva passare il prete a benedire le uova e gli animali , perchi' gli avesse avuti, era una benedizione per tutte le famiglie, credenti o meno. Il prete a quei tempi era ritenuto dalla comunità ,un buon predicatore , tanto che la messa della domenica, faceva il pieno. A quei primi dieci anni vissuti a Calestano, ne ho passati altri quaranta trascorsi però in città, i negozi del corso sono stati chiusi o trasferiti in altre vie , non cè piu' il negozietto che vendeva i giornali, così pure il negozio super fornito di nonna Artemia . Spesso ritorno a Calestano e ripercorro lentamente e a fatica il borgo, la stradina è stretta e in salita, con le case tutte vicine vicine, guardo ad uno ad uno i balconcini ormai vecchi, ma sempre fioriti e le finestrine con le tendine candide e ricamate, per incanto in quel borgo tutto si è fermato come allora, ma Calestano non è più il paesino dei miei ricordi . Ogni volta che mi prenderà la malinconia , ritornerò per ricordare come tanti anni fa , la strada principale piena di bambini che giocavano, la gente ,il giornalaio, l'Iris con le sue dolci ciambelle , la nonna Artemia, II paese oggi è semivuoto e camminando piano piano , riprendo la stradina del mio adorato borgo antico ,nascosto a destra del viale ..
martedì 23 febbraio 2016
l'asinello
In una fattoria di montagna, viveva un contadino , possedeva tantissimi animali , chi per la lana , chi per il latte e chi per la buona carne.Un giorno vide un bel asinello, ben nutrito e buon lavoratore, se ne invaghì e lo portò nella sua fattoria. Cominciò a farle trainare attrezzi pesantissimi e in cambio le dava ogni giorno una bella cesta di biada , poi vedendo che calando piano piano la dose del fieno , l'asinello lavorava e trainava e lavorava e non si lamentava , il contadino se ne vantava con gli amici di quel ciuco di asino. Un bel giorno non gli diede piu' da mangiare la cesta era sempre più vuota . Il povero asino lavorava ,lavorava, digiunò cosi per giorni e giorni , il contadino era felicissimo e orgoglioso,di quanto stava risparmiando su quel povero e ignaro asinello. Una mattina il contadino vide che l'asino si era accasciato ed era morto , deluso si infurio' e disse tra se , pensa che stupido di asino, adesso che si era abituato a non mangiare , è morto. Questo raccontino non è farina del mio sacco.
lunedì 8 febbraio 2016
'la piccola chiocciolina
Cera una volta una chiocciolina che per la sua pigrizia andava così piano ,ma così piano che , veniva puntualmente sorpassata da tutte le lumache e chiocciole del'universo. Per questa sua lentezza , non riusciva mai ad arrivare per tempo alle sagre della lattuga . Così, stanca di essere sempre derisa dalle sorelle ,decise di partire il giorno prima della ennesima festa e finalmente avrebbe potuto godere dei complimenti di tutte le chiocciole. Il giorno della partenza tutte le partecipanti alla sagra , decisero , per affetto e per solidarietà, di aspettare la piccola chiocciolina , aspetta aspetta aspetta, la chiocciolina non si vide, .così preoccupate, nessuno partì . La chiocciolina , che a fatica, finalmente era arrivata , la festa non si fece perchè non c 'era nessuno ,era sola . Si intristi' a tal punto che , piano piano ,si arrotolò e si chiuse nel suo piccolo guscio e si addormento' in un lungo sonno, inconsapevole di quanto le sorelle l'amassero e avessero fatto tanto per lei.
giovedì 21 gennaio 2016
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