martedì 15 agosto 2017

CALESTANO, FOR EVER

E' dal 64 che godo delle bellezze di questo piccolo ma importante paese vicino a Parma, Calestano. Siamo in collina  in una bellissima valle del Baganza. Calestano nel corso degli anni ha avuto un notevole sviluppo demografico e ambientale. Si pregia di una farmacia,  di un pronto soccorso  attrezzato di ambulanza con medici  e volontari pronti ad intervenire giorno e notte. I negozi sono ben forniti, due alberghi,  ristoranti,  pizzeria e una biblioteca , le strade sono ben pulite, le case  prevalentemente in sasso e i  davanzali sono sempre fioriti con gerani  bellissimi che li vedi solo li  ,sarà l'aria buona .. Questo clima sereno potrebbe gia' essere sufficiente per passare qualche giorno in serenità, rilassati e lontani da pensieri., ma  per intrattenervi  in allegria  cè la Proloco .la quale è formata da un gruppo di amici  e amiche  del paese  che organizzano per sei sette mesi all'anno spettacoli, cene , divertimenti per ogni eta' e gusto.Ci sono le sagre sul prato con orchestre dove è di rigore  il liscio, le feste nell'arena con spettacoli di intrattenimento, dalla sfilata degli abiti da sposa ,al karaoke, alla commedia dialettale, poi per i più raffinati nel sagrato della chiesa si esibiscono  il coro del paese e  della buona   musica sinfonica con violini e strumenti vari. Da non dimenticare  che la sera del quindici agosto dopo la processione dedicato a Maria Vergine cè la tombolata seguitissima. Cè la festa degli alpini, dei nonni, il gioco delle bocce dedicato a grandi e piccini, la briscolata e poi la festa del tartufo, in ottobre e novembre, della torta fritta e della pizza nel borgo  .In chiusura  la cena dei volontari che hanno partecipato a far si che il progetto Calestano funzioni  con  volontari giovanissimi e settantenni  senza nessun interesse personale. Sono sicura di aver dimenticato altre manifestazioni ma non meno importanti. I ragazzi di Calestano non si fermano mai e stanno già pensando ne sono sicura a cosa inventarsi di nuovo per intrattenere sempre più piacevolmente i tanti turisti che ogni estate riempiono le strade e i vari borghi bellissimi.di questo meraviglioso paese.

sabato 20 maggio 2017

RICCHI E POVERI

Mi capita spesso di offrire un caffè a persone  che  per lavoro o per piacere mi vengono a trovare, e col tempo ho osservato  la differenza tra benestanti e diciamo, i meno abbienti , è che il "ricco" beve il caffè senza zucchero o pochissimo, gli abbienti mettono tre o quattro cucchiaini di zucchero. Ho pensato, ecco questa è la differenza tra poveri e ricchi. (non me ne voglia nessuno).

giovedì 24 novembre 2016

a mia sorella Rosa

Ciao Ro , qualche tempo fa,non stavi purtroppo bene e nel frattempo sei stata ricoverata per un ictus che seppur leggero ci ha preoccupato tantissimo. Dopo circa un mese sei stata in una struttura per la riabilitazione. Ora finalmente stai meglio ,sei tornata a casa tra le tue cose e con vicino  persone che ti faranno tanta compagnia .Hai Rita che starà con te giorno e notte, per sempre. Maria ed io faremo tutto il possibile perchè non ti manchi  affetto e salute, ti verremo a trovare il più spesso possibile e le telefonate saranno frequentissime perche' vogliamo esserti vicino in ogni momento della tua giornata.Ciao dolce Ro. stai tranquilla e non sentirti mai sola . un abbraccio dalla tua sorella enza. con tanto amore .

sabato 29 ottobre 2016

posta e postini

Molte  persone  ricorderanno le Poste degli anni  50-60 , erano collocate in  stanze  arredate  con  un  unico mobile , un bancone un pò alto dove c'era una sedia in legno  e una donna  di una certa età   sempre pronta ad aiutarci  con un bel sorriso  quasi  materno , era la "Postina" , a lei ci rivolgevamo  perchè  ci segnasse sul libretto  le due lire che a fatica risparmiavano , andavamo anche da lei  per  giocare al lotto ,a ritirare la pensione,  a farci scrivere sulle lettere gli indirizzi dei nostri cari  lontani  e parecchie volte ,ci  facevamo   anche leggere  le risposte , perchè  per molti di noi  era  difficoltosa la lettura  , scriveva  e correggeva  con  penna e inchiostro  in bella calligrafia . Per  la gente del  paese la Postina era una istituzione , incuteva rispetto   .Andare in posta era un modo per essere o fare qualcosa di importante., a volte speranzosi a volte tristi , era cosi a quei tempi.  Il Postino  era invece  il  messaggero che portava la posta a casa , sempre allegro e di buon umore, attaccava bottone con tutti , mi ricordo di  Filippo che prima ancora di suonare il campanello si metteva a gridare "signora Enza la posta," a favore tra l'altro,  dei vicini che si affrettavano ad affacciarsi e vedere o sapere  cosa mi fosse capitato,  è andato avanti cosi' fino alla sua pensione, incredibile. Non so se esistano ancora in posta  i  famosi libretti  di risparmio , se si gioca ancora al lotto con  i numeri scritti  in bella calligrafia, . o  qualcuno che ci aiuti a  compilare una raccomandata o scrivere correttamente un bollettino postale e che ci spieghi in parole povere cosè il cap. il caf, il miban, il nm. del c/c e cosi via.  Ho un pò di nostalgia della Postina di una volta e voi^?

sabato 1 ottobre 2016

si fa per dire.

Non sono passati molti anni da quando biascicando e masticando gomma  e dove ogni due  parole dicevamo "cioè,  non c'è problema,  paninazzo, e tanti altri slang. Almeno  anche  se il linguaggio non era proprio  anglosassone, dicevamo pane al pane  vino al vino e tutti capivano di cosa stavamo parlando. Oggi non diremmo mai "negro o cieco, gobbo, serva , zoppo, figuriamoci , rischieresti  l'arresto .Siamo al terzo posto al mondo , per corruzione, evasione,  per denaro ammazzeremmo  chissa' chi  e per non parlare della moralità , del rispetto per le donne , per le minoranze etniche , ma poi ci scandalizziamo e ci formalizziamo su delle parole usate da millenni. Parlare bene fa figo e allora adattiamoci e comportiamoci da persone per bene chiamando, "nero, o uomo di colore, non vedente, mono dotato,  operatrice economica,  badante e il povero spazzino?  "operatore ecologico , è un bel termine ,peccato che non  si  sia  elevato anche lo stipendio,  senza offesa per nessuno , ma quello , volgarmente parlando  è  rimasto tale  e quale a quello di prima dell'evoluzione ,  "da fame" .

lunedì 29 agosto 2016

sos italiani,

Avrete  fatto caso , che quando ci rivolgiamo ad uno straniero, non so perchè, alziamo la voce , specialmente al telefono , forse, pensiamo, che  gridando quello capisca meglio , che tra parentesi , a volte  l'italiano lo parla  meglio di noi., ma noi gridiamo  gridiamo.   Mi è capitato  andando all'estero ,essere ospite  di  qualche  ristorantino  tipico,  piccoli , graziosissimi , in mezzo al verde  che per andarci ti devi orientare con la bussola.  Arrivi  finalmente  in uno di questi  ristoranti  paradiso e prima di renderti conto , trovi all'interno,  una decina di italiani venuti chissa' da dove, i quali parlano tutti assieme  a voce altissima, "voglio questo, "voglio quello e "non troppo caldo , non troppo freddo,  "qui manca il vino, danno del tu alle ragazze che servono ai tavoli e magari  fanno anche i lumaconi. Dopo tre quattro ore tra mangiate e bevute cominciano a cantare, battere le posate sui tavoli  e sui bicchieri  e qui ci scappa  un "o sole mio" (te pareva!) o "la mia bela madunina " e cosi cantano a  squarciagola ,  paonazzi e  a  rischio di infarto .    Lo  sgomento  dei ristoratori e degli altri ignari clienti  è totale.  Poi non è finita , passano in rassegna tutti  i cori  nazionali  dal "piave, a "o bella ciao  al  mazzolin dei fiori  e così via . Italiani  , eddai!!!!!!!!!!!!!!!!!!

sabato 20 agosto 2016

cappuccetto rosso

  Ormai le giravano  le  scatole che tutti la chiamassero cosi' e solo cosi  .Un bel  giorno  prese cestino e cappuccio  e andò dalla famigerata nonna  che viveva da sempre dall'altra parte del bosco , la nonna  se ne stava bella tranquilla  tra galline, conigli  e quant'altri. Cammina cammina e cammina  arriv."Nonna nonna "chiamò piu' volte cappuccetto rosso, ho bisogno di un tuo consiglio. Si appartarono e cappuccetto rosso si sfogo' dicendole," nonna ho trentasette  anni , non posso  piu'  fare cappuccetto rosso, voglio dare una svolta alla mia vita". la nonna che era un tipo anni settanta , la guardò con affetto e  si ricordò di  avere ,non so dove, un vecchio baule e comincio' a tirar fuori , gonne colorate,  minigonne in pelle, pantaloni a zampa di elefante  e magliette con scritte " facciamo  all'amore e non alla guerra  Cappuccetto rosso disorientata  ma affascinata da tutte queste cose bizzarre,  optò  per  i pantaloni a zampa e la maglietta, che in quel momento della sua vita le sembravano  appropriate. Ringraziò la nonna , bevve l'ultimo fiaschetto  di rosso e si incamminò verso casa. Strada facendo incontro' il lupo , quello famoso, lui guardandola ammirato, non  riconobbe  cappuccetto rosso dei bei tempi, cosi' pensò  tra se e se " ma che bel bocconcino," lui   che ne aveva passate tante  prese la consapevolezza  che era ormai ora  di  metter su famiglia  ,e passo passo   la segui' per tutto il tratto del bosco.   ma  poi  successe che ||!!!!!!!!!!!!!!!continua.........